Caro Fratello, ti scrivo…

Ciao, sono tua sorella. Sì, proprio io. Sorpreso?
Perché sono qui? Non saprei dirlo con precisione. Ho solo acceso la televisione, mi sono seduta sul divano e improvvisamente eri accanto a me, con qualche anno in meno, che ridevi per il cartone animato di imbranato orso bianco pasticcione.
Ho riso con te, poi mi sono voltata e mi son resa conto che in realtà ero sola. Era stata solo l’ombra di un ricordo ad avermi fatto compagnia. Ho sorriso amaramente…. ed ho spento la televisione. Non era più divertente.
Sarò molto malinconica oggi, e forse dovrei chiederti scusa.
Ma non lo farò.
Non mi scuserò di ricordarti.
Sai… pensavo a quanto eri fastidioso, da piccolo, con i tuoi capricci e le tue continue richieste d’attenzione. Io ero un’adolescente impegnatissima, non avevo bisogno certo di una voce esterna a mettere ancora più confusione in una testa già abbastanza caotica di per sé. Ricordo le urla che tiravo per convincerti a lasciarmi in pace. Ricordo quella volta che presa da un attacco d’ira cominciai a tirar calci al divano… e ricordo i tuoi occhi terrorizzati. Ecco, ora ti chiederò scusa.
Non mi sono mai sentita tanto sbagliata come quel giorno.
Eri un gioiello e io non lo vedevo.
Sai, a ripensarci… non eri poi così tanto fastidioso. Quella voce insistente, che metteva ancora più disordine in me, ora accompagna i miei ricordi come una mamma accompagna la bambina sulle strisce pedonali per condurla al parco. Eri il mio sottofondo. Un po’ come la musica che mettiamo quando studiamo, nella speranza che aiuti a concentrarsi, ma che alla fine finisce solo con il distrarci ancora di più e strapparci un sorriso. È bello pensare che ovunque volga il mio sguardo, quando spolvero quei vecchi album di fotografie, c’è sempre il tuo viso con me.
Ricordi i nostri pomeriggi alla Play Station?
Ho provato a ritrovare il gioco che facevamo insieme quando eravamo bambini, quello dei coniglietti, lo ricordi? Ho provato a giocarci con qualcun altro e non è stato poi così divertente. Noi ridevamo anche dei nostri pasticci. Sai, alla fine era un gioco stupido… ma mi piaceva perché l’ho fatto con te.
Ricordo che nei videogiochi tu eri molto più bravo di me: correvi e andavi avanti, lasciandomi indietro, e io mi arrabbiavo così tanto! Cavoli, ero la sorella maggiore, tu eri solo un bambinetto piccolo, eppure mi facevi mangiare la polvere! Ti costringevo ad aspettarmi ed abbassare il tuo livello per non essere umiliata. Eppure eri disposto anche a quello, eri disposto a farti addirittura battere, purchè io passassi almeno un’ora del mio tempo insieme a te. Ricordo le tue richieste insistenti.
Che sciocca non averti ascoltato a dovere.
Sono contenta del nostro rapporto, sono contenta del modo in cui siamo cresciuti, però non posso fare a meno di pensare che sono stata una sciocca e che avrei potuto fare di più per te. Avrei portato insieme a me una valigia ancora più grande di ricordi, e io avrei avuto modo di sorridere più volte affermando con emozione: “Questo lo facevo insieme a mio fratello!”.
Che sciocca.
Tu sai bene quanto ti ho voluto, quanto ho chiesto alla mamma e al papà di darmi un compagno di giochi, e poi subito dopo (me ne vergogno) sentivo di essermene pentita. Litigavamo sempre, avevo una gran voglia di prenderti a schiaffi perché eri così insistente e petulante, e non mi lasciavi sola nel mio mondo a perdermi nei miei casini.
Grazie per non averlo fatto.
Grazie per essere stato insistente e petulante.
Hai dato una nota colorata al mio passato. Ogni giorno, non solo allora, mi doni un sorriso.
E ti chiedo ancora scusa per non aver fatto altrettanto: avevi bisogno di me, solo ora lo capisco, e io spesso non c’ero.
Vorrei dirti che ora non sarà più così, vorrei dirti che ora, con la testa di un’adulta, potremmo fare tutte le cose che non abbiamo fatto allora e passare ore intere davanti alla tv a ridere di quello sciocco orso bianco pasticcione. Ma non sarà così perché ora l’adolescente con la testa incasinata sei tu.
E di certo non hai bisogno di una voce fastidiosa e petulante che insiste chiedendoti: “vieni a giocare con me?”
Com’è buffa la vita.
È tardi.
Ma forse posso fare ancora qualcosa per te.
Una sorella maggiore è una persona che percorre la tua strada prima di te e poi ti spiega dove non inciampare.
La tua porta si è appena aperta, solo ora stai veramente crescendo e cominciando a percorrere una via, pronto ad attraversare un mondo così confusionario, immenso e spaventoso. Hai paura, non sai cosa devi fare e se mai ne uscirai. La vita corre così frenetica e tu non ci capisci più niente, tutto ti sembra confuso, tutto è buio e vedi ombre allungarsi da ogni dove.
Chiudi gli occhi.
Sono solo ombre, non sono reali e presto passeranno.
Cammina e segui la voce di chi sai che non vuole farti cadere.
Spesso sarà insufficiente, spesso ti farai male, ma non è la fine. Non è mai la fine.
Ricordati una cosa fondamentale: tu sei molto più di quello che sembri. Guarda dentro te, non abbandonarti agli altri. Guardati allo specchio senza soffermarti su quei difettucci che si vedono poco e che tanto tra qualche tempo spariranno, ma cerca con insistenza quei piccoli fiori che ti fanno brillare. Ci sono! Non li vedi ma ci sono! Io li vedo.
Non aspettare però che siano gli altri a dirti queste cose, spesso sbagliano, spesso non guardano bene o hanno solo tanta cattiveria dentro. Lascia perdere chi ti dice cos’hai di buono e sbagliato, loro non sanno niente! Guardati tu allo specchio, giudica tu stesso, solo tu puoi vederti davvero.
Il mondo davanti a te fa paura, e tutto sembra volerti atterrare, ma tu sei come gli eroi dei tuoi videogiochi: sali di livello, alzati, hai una dannata missione da compiere! E lo farai.
Poi se proprio sei stanco e non sai come andare avanti puoi fare una pausa. Metti stop alla tua vita, anche solo per cinque minuti, fermati…e riapri gli occhi. Non lasciarti scappare dalle mani i bei ricordi che tra dieci anni ti faranno sorridere davanti alla televisione. Quelli che supereranno e schiacceranno quel dannato cinque in fisica, perché tanto cosa te ne fai ora di quel compito andato male quando puoi ricordare quanto ti sei divertito in quei cinque minuti della tua vita? Non sarà un compito e un voto a dirti chi sei. Non sarà mai nessuno a dirti chi sei!
Fermati. Esci dal tuo angolo soffocante e fai un bel respiro. Cos’hai intorno?
C’è un bel sole fuori, caldo e simpatico. Prendi il cane, che non è un semplice coinquilino. Guardarlo, ti volge lo sguardo. Ti vede! Non sei un fantasma, tu ci sei. Scodinzola! Tu ci sei ed è felice che sia così. Forse non andate troppo d’accordo, ma d’altronde neanche noi andavamo d’accordo. Portala con te fuori (per una volta fa’ che sia lei a portare te, e non il contrario). Una passeggiata sotto il tiepido sole ristoratore, respirando la fresca aria della sera che bussa alla porta del pomeriggio. Fermatevi in un parco, corri, libera i polmoni e ridi nel vederla arruffata nel suo pelo mentre tenta di afferrarti la caviglia. Non aspettare che i bei momenti arrivino da te, ma rendi tu i momenti degni di essere ricordati. Sarà più facile collezionarli.
E se ha paura riportala a casa. Falle un grattino dietro l’orecchio, guarda come l’adora. Guarda come le piace stare insieme a te. Non lasciarla sola, lo è già abbastanza, come magari ti senti tu. Fatevi compagnia. Mettetevi sul divano e condividete il panino. Non sarete più soli.
C’è chi ti ama, non lasciarlo scappare via senza dar lui modo di dimostrartelo, potrebbe non avere più occasione per farlo e tu resterai per sempre col rimorso di non averglielo permesso. Chissà cosa aveva da dirti. Fatti pane e Nutella, e vaffanculo chi ti dice che fa male.
Sono i TUOI cinque minuti, nessuno deve decidere per te.
Hai una vita intera per preoccuparti di cosa fa male e cosa fa bene, ora datti spazio per pensare a cosa ti fa STARE bene e cosa ti fa STARE male.
Fatti pane, Nutella e cozze! Fa schifo? Che ne so! Provalo. Puoi fare quello che vuoi. Hai la tua vita tra le mani, abbine cura, è la cosa più importante che hai e non aspettare che siano gli altri a dirti cosa fare o meno, nessuno ti conosce bene come tu conosci te stesso, nemmeno tua madre. Talvolta la gente è troppo presa a pensare a se stessa, a cosa sia meglio per sé per preoccuparsi veramente a cosa sia bene per te… non aspettare gli altri. Spesso hanno solo dato una fugace occhiata prima di sparare la prima cazzata che hanno sentito dire in giro o gli è passata per la testa. Non sanno davvero chi sei. Tu lo sai! Non perderti di vista, sei l’unico che può aiutarti davvero. Loro corrono veloci, impegnati nella loro missione, non possono soffermarsi troppo su di te. Non lasciare la tua vita nelle mani degli altri, non sanno che farsene, e spesso finisce di nascosto dentro qualche bidone puzzolente a bordo strada.
Sii coscienzioso ma spericolato. Osa… osa sempre. Prova qualsiasi cosa, anche a giocare col fuoco, col rischio di farti male veramente, ma almeno quando ti sarai bruciato saprai davvero cosa vuol dire. Impara le regole, imparale veramente, capiscile a fondo e studiale…. poi trasgredisci. L’intelligenza sta nel sapere come usarle, non nell’obbedire loro ciecamente. Questo vuol dire essere critico, e solo la critica ti porterà davvero lontano. Metti in dubbio che il sole sia giallo e il cielo azzurro, Galileo, Colombo l’hanno fatto e ora si trovano nei libri di storia. Credi avrebbero scoperto quello che hanno scoperto se fossero stati a casa loro, obbedienti? Se non avessero trasgredito le regole? Anche a costo della vita… hanno osato. Ma con intelligenza. Perché sapevano cosa stavano facendo, sapevano dove la loro strada li avrebbe portati. Sapevano che il fuoco brucia se toccato, ma sapevano che se usato con delicatezza poteva diventare una fonte di calore ed energia. Conosci la regola e usala a tuo vantaggio.
Conosci la tua debolezza e usala.
Ascoltati attentamente, spesso la verità è quella vocina fastidiosa che ti sveglia in piena notte con strani pensieri e un sussulto che quasi ti fa cadere dal letto. Non metterla da parte. Ascoltati, hai tante cose da raccontarti. Il tuo cuore sa cos’è giusto, fidati di lui. E non è vero che cuore e cervello non vanno d’accordo, spesso dicono la stessa cosa ma in modi diversi. Lasciali discutere, ascolta attentamente le loro ragioni e chiariscile. Saprai metter pace alla loro incomprensione.
Non fidarti. A prescindere. Metti tutto in discussione, anche la sincerità e la bontà delle persone. Non chiudere mai gli occhi davanti alle mani degli altri. potrebbero tirarti un pugno quando meno te l’aspetti… e la colpa sarà solo tua.
Non seguire chi dice di aver ragione. Sbaglia.
Se la vita ti darà uno schiaffo non disperarti… il prossimo lo eviterai, conosci la traiettoria ormai, non verrai più colto di sorpresa. E se non riesci ad evitarlo sicuramente farà meno male del primo: la pelle si indurisce nel ricevere colpi, diventerai più forte e resistente. E il mondo è dei forti. Ma non i forti che fingono di esserlo perché fanno i bulli a scuola, no… quelli sono deboli. Gente così debole che l’unico modo che ha per avere un minimo di credibilità e importanza è quello di atterrare gli altri, perché sono tutti su un gradino più in alto. Li afferra e li tira giù, ma questo non è essere forti, questo è essere vigliacchi.
Il forte è colui che tirato giù si rialza e ripercorre quegli scalini, ritornando al suo posto. Il forte è colui che nonostante i colpi è sempre in piedi. Colui che lotta veramente contro le persone, non le prende alle spalle, lotta con tutte le sue armi e vince con onore, rispettando l’altro. Il forte è colui che vince a parità di armi. Non è forte colui che vince un duello di spada con un colpo di pistola.
Ricorda che un giorno il mondo riconoscerà il tuo valore, ma ricorda che sta tutto a te. Non ci sarà nessun valore da riconoscere se non lo mostrerai tu. È il TUO valore, tu lo possiedi e lo tieni nascosto, curalo, fallo crescere, come un cucciolo, nutrilo e quando sarà abbastanza grande, bello e fiero portalo in giro a testa alta perché sarà il più brillante di tutti. E i passanti ti guarderanno a bocca aperta, ma solo perché tu hai sacrificato tantissimo del tuo tempo a pulirlo, coccolarlo, curarlo e anche, perché no?, viziarlo. Non lasciarlo solo, non sa badare a se stesso, si ridurrà a uno schifo: sporco, magro, malnutrito, spennacchiato e magari con qualche brutta cicatrice che non andrà più via. E allora non potrai più fare niente, se non mettere qualche cerotto e dargli una leggera pulita.
Ma tranquillo! Non avere paura se non sai dove s’è cacciato il tuo cucciolo, non aver paura se non lo trovi. Prima o poi verrà lui da te. L’importante è che tu sia pronto a riceverlo e te ne renda subito conto che è lui, il TUO, solo tuo! E di te ha bisogno. Non deluderlo e lui non deluderà te.
Stai da solo.
È importante e bello avere amici, ma non smettere mai di stare solo con te stesso. Tu sei il tuo migliore amico, e come tale avrai bisogno ogni tanto di passare del tempo in pace solo voi due. Senza esterni che cercano costantemente di mettere le mani su quello che ti appartiene.
Stai solo e sii felice di questo, perché quello sarà sicuramente uno dei momenti in cui potrai dire di essere stato in compagnia della persona più fantastica del mondo.
Credi.
In qualsiasi cosa tu voglia credere, ma credi!
Credi a Babbo Natale, credi in Dio, credi ai fantasmi e alle fate, all’isola che non c’è, credi ai desideri portati dalle stelle cadenti, credi al sorriso malinconico della luna.
Credi nei tuoi sogni.
Credi in te stesso.
Se ci credi è già vero a metà.
Metti in pausa la tua vita e fatti pane e Nutella, su quel divano, di fronte a qualche programma scemo della televisione. È il tuo spazio. Il tuo unico e solo momento, gestiscilo come vuoi.
Fai una bella doccia rinfrescante: l’acqua che scivola sulla pelle toglie non solo lo sporco superficiale. È dolce e delicata, penetra nella carne e pulisce l’anima. Lasciala correre, lascia che porti via nel tubo di scarico tutto quello che ti macchia. Strofina se necessario, accanisciti, ma lascia che sia l’acqua a fare il suo lavoro.
Resta bagnato. Senti com’è dolce il tocco delle ultime goccioline che gelose non vogliono lasciarti andare e ti concedono qualche altra carezza. Sono così delicate e gentili.
Chiedi alla mamma come sta, interessandoti veramente della risposta. La vita è così frenetica, porta via ogni cosa, anche la vista. Fermala, costringila a mettere in pausa, se ne dimentica! Dalle pane e Nutella e trascinala sul divano insieme a te. Solo cinque minuti, non troppi. Il tempo di finire il vostro panino. Chiedile come sta. Si sorprenderà nel constatare che era una domanda a cui da tempo non rispondeva, nemmeno a se stessa. Ascolta la sua risposta, non sentirla e basta, ascoltala… ti dirà qualcosa che non sapevi. Vedi che occhi tristi e stanchi ha? L’avevi notati prima?
Mamma fermati! Prendi fiato. Nessuno è in grado di correre così tanto senza stancarsi.
Dimmi come stai, e poi, se ti interessa, io dirò a te come sto. Scoprirai qualcosa di me che non sapevi.
Poi lasciala andare. Libera di nuovo alla sua corsa, ma con la consapevolezza che ci sarà sempre, ogni tanto, una fetta di pane e Nutella su cui potrà contare.
E se ti è rimasto ancora un po’ di pane ricordati di una sorella grande che rimpiange di non aver passato più tempo a giocare col suo piccolo marmocchietto sbraitante. No, non darlo a me. Non ne ho più bisogno. Ma c’è qualcuno che invece probabilmente lo accetterebbe più volentieri. Lo vedi?
Annoiato davanti al computer, come farebbe un quarantenne che ormai non ha più niente da chiedere alla vita, eppure non è così. Piccolo in un mondo troppo grande e veloce per lui, che ancora nelle sue gambine troppo corte non riesce a stargli dietro.
Non lasciare tuo fratello solo come ho fatto io con te.
Datevi qualcosa da ricordare.
Fate un bel gioco insieme! E aspettalo se sarà troppo lento, non è certo una gara a chi è più veloce. Ridi dei tuoi errori, ma anche dei suoi. Litigate perché non ti ha aspettato, perché ti ha rubato l’arma segreta, perché ti ha fatto cadere nel precipizio, ma poi fate pace. C’è dell’altra Nutella.
Annoiatevi insieme davanti alla televisione, di fronte a un cartone talmente scemo che vi farà ridere, ma solo perché potete commentarlo insieme. Fate la lotta sul divano, ridendo delle sgridate della mamma. Fallo volare come un aeroplano sui tuoi piedi, se lo ricorderà tutta la vita e non avrà mai paura di farlo perché saprà che suo fratello lo terrà. Fagli gli scherzi e accetta i suoi, sarà divertente anche quando ti farà arrabbiare perché romperà la grigia monotonia, ucciderà le ombre che ti spaventano. Andate a dormire insieme, i suoi abbracci riscalderanno i tuoi sogni.
Non dimenticarti di lui, sei tutto ciò che ha. Vuoi davvero lasciarlo solo? Lui ti guarda e vorrebbe essere grande e forte come te. Insegnagli come fare. Sarà il primo a riconoscere il tuo valore, anche se ancora piccolo e nascosto, perché ai suoi occhi ancora da bambino tutto ha una prospettiva diversa, e in realtà a lui risulta già così bello e grande. Lui è il tuo primo fan, anche se forse non l’ammetterà, ma sarebbe disposto a dar via i suoi giochi pur di passare un pomeriggio in tua compagnia. Se ti chiede di stare assieme non mandarlo via, non urlargli di lasciarti in pace, perché alla fine quello che ha mancato il momento sei tu, non lui. Promettigli che starai con lui dopo che avrai finito i tuoi compiti o i tuoi impegni. Non deluderlo, crescerà sapendo che suo fratello è la persona migliore che ci sia.
Impara come va il mondo e insegnaglielo, solo a te darà ascolto.
Perché sei suo fratello, ma non solo legati da un documento all’anagrafe. No, essere fratelli non vuol dire condividere lo stesso cognome, essere fratelli vuol dire condividere gli stessi segreti.
Insieme potrete costruire un mondo tutto vostro, come piace a voi, insieme potrete percorrere miglia e miglia senza stancarvi, tenendovi la mano. Tu lo porterai a lungo sulle tue spalle, gli dirai cos’è l’arcobaleno, e lui dirà a te perché è così bello. Tu gli insegnerai cos’è un fiore e lui ti insegnerà com’è morbido e profumato. Tu gli insegnerai cos’è l’acqua e lui ti insegnerà che è fresca e buona.
Ed entrambi sorriderete, non solo ora, ma per sempre.
E quando da grande ti fermerai sul tuo divano ormai vecchio, chissà accanto a chi, chissà in quale casa, e ti farai pane e Nutella… riderai di quel cartone animato con un orso bianco pasticcione e ti volterai a cercare il suo sguardo complice, sapendo che solo lui avrebbe capito perché ti fa tanto ridere.
E lo troverai.
Non sarà lì con te ma lo troverai.
Nei tuoi occhi ci sarà sempre la sua immagine di bambino pieno di Nutella fin sopra i capelli, con gli occhi pieni di lacrime, la bocca spalancata e i piedi troppo corti per arrivare a toccare il suolo.
Sarà lì con te per sempre.
E tu lo sarai con me.
Ti voglio bene.
Troppe poche volte te l’ho detto.
Ti aspetterò. Ogni singolo giorno ti aspetterò su quel divano con in mano pane e Nutella e quando troverai cinque minuti da dedicare anche a me saprai che sono lì, con del troppo pane per una persona sola, che guardo quel cartone con un orso bianco pasticcione in attesa di una battuta stupida e un complice sorriso che solo due come noi possono riuscire a condividere. Perché quello sarà il nostro mondo, il nostro piccolo grande e meraviglioso mondo pieno di segreti.
E io ne sarò per sempre gelosa.
Quel posto sul divano sarà sempre per te.

Con amore.
Tua Sorella.

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