Sono una persona insicura… forse spesso te lo sei ripetuto anche tu. Non lo diciamo con orgoglio o con gioia, anzi il più delle volte è una condizione di cui vorremmo davvero liberarci. Alcuni, addirittura, ci additano come persone insicure solo per aggiungere poi quanto siamo teneri per questo motivo. “Poverino, sei solo tanto insicuro, mi fai tenerezza”, dì la verità ogni tanto te lo sei sentito dire, vero?
E mentre gli altri vedono in noi dei cuccioletti che cercano solo riparo in un buco nel terreno, noi proviamo ansia, stress e paura per colpa del nostro dannato essere insicuri. E a chi piace avere paura?
La verità è che vorremmo liberarcene, anche se a volte proprio questo appellativo si trasforma in una sorta di gabbia dorata. In un certo senso ci rassicura, è una perfetta giustificazione, ci arrendiamo e ci sentiamo che va bene così perché “eh, sono un po’ insicuro” e allora è tutto a posto, niente che vada sistemato. Ma sotto sotto, un po’ dispiace non aver osato di più.
È un appellativo in qualche modo rassicurante e proprio di appellativi, di parole, voglio parlarti. Perché sì, ho imparato una cosa molto importante di recente in merito a come le parole possono salvarci. Voglio chiederti una cosa, rispondi onestamente: sei una persona insicura? O forse semplicemente patisci l’insicurezza?
Hai sentito qualcosa cambiare, sbaglio? Il fascino della comunicazione e del linguaggio si trova proprio qui, in questo lieve sospiro che ti ha fatto sentire per un istante più leggero dal momento in cui hai pensato “patisco l’insicurezza”, invece di “sono insicuro”.
Io l’ho imparato grazie al libro Permafrost, di Eva Baltasar, da dove arriva questo piccolo estratto che voglio condividere con te:
Avevo ansia di creare. Mi sarebbe bastata quell’illusione per andare avanti, ero fresca come una conchiglia, fertilizzante in potenza. Ma pativo una grande insicurezza.
Mi ritrovo oggi qui con te a fare questa riflessione sull’uso delle parole per cambiare le proprie emozioni proprio grazie al testo che ti ho appena riportato. Sto affrontando, infatti, quella che mi piace chiamare la “lettura accademica”, un percorso dedicato alla mia formazione dove cerco di dedicare un po’ di tempo ogni giorno a una lettura attenta e analitica della narrativa per cercare di imparare qualcosa.
L’obiettivo è la mia formazione in merito alla scrittura creativa, ma qui mi sono improvvisamente ritrovata a imparare qualcosa di nuovo, qualcosa di più importante della semplice capacità di espressione. Qui ho imparato come cambiare la mia vita, modificando le parole che uso con me stessa.
Io ero una persona molto insicura, ma da oggi sono una persona che patisce l’insicurezza e già sento una certa leggerezza, il desiderio di sfidare il mostro che mi tiene ingabbiata e affrontare il mondo.
Ti spiego dove avviene la trasformazione. Dire “io sono” ci parla della nostra identità, di ciò che ci caratterizza e ci rende veramente noi. Quell’elemento, in questo caso l’insicurezza, è parte della nostra personalità ed è ciò che ci disegna, insieme al resto. E cambiare il proprio io è molto difficile.
Ma, ascoltami attentamente (o meglio, leggimi), tu non sei l’insicurezza. Tui la patisci e questo cambia ogni cosa. Il patimento ci parla di un’insofferenza, di un dolore e un fastidio che però provengono dall’esterno. Il focus, quindi, non è più un modo di essere ma una fastidiosa zanzara che ci tormenta nella notte.
Io patisco il prurito a causa di un maglione di lana sulla pelle e quando è così la risposta è semplice: togliti il maglione. Costringere il proprio corpo a smettere di sentire prurito è tutta un’altra storia.
Vedere quindi l’insicurezza come qualcosa di esterno, il famoso maglione, invece che attribuirla a noi, al nostro essere, al nostro corpo (il prurito), rende tutto più semplice. Possiamo affrontarlo, possiamo fronteggiarlo e forse forse possiamo addirittura sistemarlo.
Certo, pensare in questo modo non cambierà totalmente il tuo modo di agire dall’oggi al domani, l’insicurezza non sparirà come per magia, ma ti assicuro che fa già un gran bel lavoro. Ed è una sorta di magia, se pensi che tutto questo è possibile solo usando le parole giuste.
Adesso, rispondi alla mia domanda: sei una persona insicura? O anche tu, come me, patisci l’insicurezza?